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 Informazioni Aneurisma Cerabrale

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MessaggioTitolo: Informazioni Aneurisma Cerabrale   Gio 25 Ago 2011 - 19:07

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Un aneurisma cerebrale è una malformazione a carico delle arterie cerebrali, di aspetto sacculare o fusiforme, che può cambiare di dimensioni nel corso della vita.

La maggior parte degli aneurismi sono congeniti, ossia insorti spontaneamente dalla nascita, ma esistono anche minoranze di aterosclerotici, di micotici, di origine infettiva, tumorali e traumatici.

La sede di un aneurisma cerebrale è più comunemente in corrispondenza della biforcazione o di varianti anatomiche anomale nel decorso di vasi arteriosi cerebrali.

In termini strettamente anatomici gli aneurismi si trovano all'esterno delle strutture encefaliche, nello spazio subaracnoideo, ossia quello spazio bagnato da liquido cerebro-spinale che si trova tra l'aracnoide e la pia madre.

I vasi cerebrali più comunemente coinvolti si trovano in corrispondenza dell'interno della base del cranio, dove i principali apporti arteriosi extracranici (le arterie carotidi interne e l'arteria basilare)entrano in anastomosi tra loro, formando il cosiddetto Poligono di Willis.

La frequenza di riscontro di sanguinamento da aneurisma cerebrale in una popolazione sana è di circa 5 nuovi casi all'anno ogni 100.000 abitanti.

Tutte le età possono essere colpite con una prevalenza del periodo tra i trenta e i sessant'anni di vita.

Dopo un primo episodio emorragico aumentano le probabilità di nuove emorragie. Le probabilità di aneurisma cerebrale aumentano nei familiari di casi clinici già dimostrati.

Un aneurisma può restare invariato per tutta la vita, oppure può aumentare di dimensioni senza però raggiungere una massa critica e quindi non manifestarsi clinicamente.

In questi casi la scoperta dell'aneurisma può avvenire per caso, vista la frequenza con cui attualmente si effettuano esami TAC e Risonanza magnetica dell'encefalo per altre ragioni.

Più frequentemente un aneurisma congenito si manifesta clinicamente con l'insorgenza improvvisa di sintomi di emorragia subaracnoidea o, più raramente, per segni focali da compressione di strutture anatomiche senza emorragia.

L'esordio tipico di una emorragia subaracnoidea, a volte preceduto da cefalee più intense del normale, si manifesta con una improvvisa e violenta cefalea localizzata nella nuca, a cui può seguire vomito, ottundimento fino a completa perdita dello stato di coscienza.

In questo caso sarà l'entità e la sede della emorragia a determinare la gravità dello stato clinico e le probabilità di sopravvivenza (stadiazione clinica secondo la scala di Hunt e Hess).

Il primo esame da eseguire in caso di emorragia da aneurisma cerebrale è la TAC, procedura non invasiva che ha reso inutile la puntura lombare precedentemente praticata e, con le ricostruzioni tridimensionali attualmente possibili, permette di affrontare sia i problemi di emergenza (entità dell'emorragia, presenza di edema cerebrale, idrocefalo), che una dimostrazione dettagliata dell'aneurisma, con tutti i suoi rapporti tridimensionali con il parenchima cerebrale e con i vasi arteriosi satelliti all'aneurisma, elementi indispensabili ad una corretta pianificazione terapeutica.

L'angiografia dei vasi cerebrali è l'esame tradizionalmente applicato alla diagnosi dettagliata degli aneurismi cerebrali.

È un esame invasivo in quanto si pratica con catetere intravasale introdotto dall'arteria femorale in modo retrogrado lungo l'aorta sino ai vasi di interesse (arterie carotidi e vertebrali) per le arterie cerebrali, ma ha oggi un'importanza particolare nei casi da trattare alternativamente per via intravascolare (embolizzazione).

Nelle prime ore dalla accoglienza in pronto soccorso, in base alla stadiazione clinica (gradi I-IV sec. Hunt e Hess), a quella radiologica (TAC) ed eventualmente angiografica, si procede per priorità al trattamento delle conseguenze dell'emorragia subaracnoidea, delle sue eventuali complicazioni e dell'aneurisma.

Una volta assicurate le capacità vegetative (funzioni cardiache e respiratorie) del paziente, vengono valutati e trattati i rischi emorragico, ischemico e edemigeno del caso. Pertanto diventa decisivo già dalle prime ore dall'evento emorragico un bilancio tra rischio di risanguinamento dell'aneurisma e rischio di vasospasmo cerebrale (esteso dalla III alla XIV giornata dall'evento emorragico), con conseguente ischemia.
Tale bilancio si basa su dati statistici di rischio temporale emorragia/ischemia e sulle immagini TAC/angiografia.

Viene comunque affrontato il rischio di risanguinamento con somministrazione in bolo di acido tranexamico, quello di vasospasmo con un mantenimento di buoni valori di pressione arteriosa, quindi della volemia, e con il supporto di calcioantagonisti (nimodipina) in infusione continua endovenosa.

Il trattamento dell'edema cerebrale, ove dimostrato radiologicamente, avviene con infusione di diuretici osmotici in boli ripetuti per via endovenosa.

Per impostare correttamente e seguire la prima evoluzione della malattia il paziente viene idealmente posto in assistenza presso una terapia intensiva.

La chirurgia degli aneurismi cerebrali richiede una attenta valutazione multifattoriale, che soltanto in centri di elevata esperienza,dotati di tutte le risorse tecnologiche e delle possibili alternative terapeutiche, può essere effettuata mantenendo i rischi entro limiti accettabili.

In sintesi il paziente con aneurisma cerebrale dovrebbe poter essere trattato alternativamente dal neurochirurgo o dal neuroradiologo interventista con rischi equivalenti.

I fattori da valutare ai fini del trattamento sono le condizioni cliniche del paziente (scala HH), il tempo trascorso dalla rottura dell'aneurisma, la conformazione anatomica dell'aneurisma, la presenza di complicanze (ematoma intraparenchimale, edema cerebrale, vasospasmo).

Di questi, la presenza di ematoma cerebrale con effetto massa, la sede anatomica e la conformazione dell'aneurisma stesso sono tra i fattori più rilevanti nella scelta del trattamento chirurgico.

La programmazione dell'intervento chirurgico è urgente quando le condizioni del paziente siano critiche, o è rinviato alla prima seduta chirurgica elettiva, quando le condizioni del paziente lo consentano,per poter disporre di tutti i presidi necessari.

Per il rischio congiunto di risanguinamento e di vasospasmo(entro le 72 ore) è opportuno programmare l'intervento entro i primi tre giorni dalla emorragia.

Saranno disponibili le immagini angio-TC e/o angiografia.

Sarà programmato un monitoraggio dei potenziali evocati e del flusso ematico cerebrale intraoperatori.

Sarà importante la presenza del chirurgo più esperto in questo tipo di chirurgia.

La tecnica chirurgica di trattamento di un aneurisma cerebrale consiste in:

Clippaggio: dopo drenaggio lombare del liquor, penetrando per via pterionale, si procede all'esclusione dell'aneurisma dal circolo cerebrale mediante l'applicazione di una (o più) "clip" sul colletto dell'aneurisma, ossia sulla porzione di impianto dell'aneurisma sulla arteria di origine.

Embolizzazione endovascolare: penetrando dall'arteria femorale tramite un catetere si procede a riempire il sacco aneurismatico depositando "eliche(coils)" di platino molto fini; questo favorirà l'autotrombizzazione e l'aneurisma sarà così obliterato e rinforzato senza pericolo di rottura.

Non è possibile trattare con questa metodica gli aneurismi a colletto largo e in aneurismi di arterie di calibro minore di 3mm.

A queste apparentemente facili definizioni corrisponde in realtà una approfondita conoscenza anatomica "in vivo" degli spazi subaracnoidei, del decorso di tutti i vasi cerebrali e possibili varianti, di una abilità di dissezione microanatomica e, non ultimo, di una preparazione psicologica ad un lavoro che comporta grande affiatamento di tutta l'equipe chirurgico-anestesiologica, grande capacità di prevedere e far fronte con la calma sufficiente a situazioni ad elevatissima tensione emotiva.

Si ringrazia pubblicamente per il materiale medico la dottoressa Diana
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MessaggioTitolo: Re: Informazioni Aneurisma Cerabrale   Gio 17 Ott 2013 - 23:34

Cos’è un aneurisma cerebrale

Intanto chiariamo subito che per aneurisma cerebrale si intende una sorta di estroflessione di un’arteria cerebrale che assume le sembianze di un vero e proprio palloncino e che va ad interessare un’area a minore resistenza del vaso. Ciò può avvenire per cause congenite che sono poi la maggior parte delle situazioni, ma anche acquisite nell’arco della propria vita, ad esempio, infiammazioni importanti cerebrali o traumi impegnativi cranici, tutte cause che possono dar luogo ad aneurismi di diversa grandezza, forma e sede con dimensioni che possono raggiungere anche un diametro, riferito alle forme a “sacco”, persino di 5 centimetri, anche se, generalmente, l’evidenza mostra sovente dimensioni minori dell’aneurisma.

L’età in cui maggiormente si assiste alla formazione di questa condizione patologica è nella fascia che va dai 35 ai 60 anni, mentre i bambini difficilmente ne vanno soggetti. Chi sviluppa un primo aneurisma cerebrale difficilmente non è portatore di altri più piccoli aneurismi disseminati che in sede di diagnosi il medico cerca di localizzare, tutti.

Percentuale d’insorgenza

Circa il 2% della popolazione europea è a rischio aneurisma cerebrale, così come, molti individui pur avendo in se uno o più aneurismi non se ne accorgerà per tutta la vita, convivendoci, così come molti individui pur avendo in se uno o più rischi di aneurismi cerebrali non se ne accorgerà per tutta la vita perché restano asintomatici, tuttavia, sulla percentuale di cui sopra, bisogna calcolare che circa un 2, 3% di quei soggetti che ne soffrono corrono il rischio di vedersi scoppiare il proprio aneurisma cerebrale.

Sintomatologia

Quando l’aneurisma cerebrale è molto piccolo non da sintomi, quando è grande a causa della pressione esercitata su organi e strutture vicine potrà dare diversi disturbi, quali cefalee, disturbi visivi, crisi epilettiche, disturbi della deambulazione e del linguaggio.

Diagnosi degli aneurismi cerebrali

Con la TAC ( Tomografia assiale computerizzata ), così come con la RM (Risonanza Magnetica ) è possibile diagnosticare la grave patologia. Quando si vuole giungere ad una diagnosi più approfondita e certa si può ricorrere ad una particolare RM chiamata elicoidale o con un altro esame quale l’angiografia cerebrale. Da tenere presente che il medico può orientarsi verso questi esami laddove ravveda la possibilità anche di una disseminazione estesa di aneurismi.

I casi di sanguinamenti

Non è del tutto chiaro il motivo secondo il quale un aneurisma cerebrale silente improvvisamente cominci a sanguinare; tuttavia si può ipotizzare che causa del sanguinamenti sia, ad esempio, un rialzo improvviso della pressione arteriosa, così come un’altra causa potrebbe essere lo stress, persino le forti emozioni.

Gli effetti della rottura di un aneurisma cerebrale

Quando un aneurisma cerebrale sanguina si assiste ad effetti diversi in funzione della grandezza, della forma assunta dall’aneurisma stesso; se la massa di sangue che si va a riversarsi è limitata i sintomi più evidenti sono rappresentati dalla cefalea, compreso l’eventuale vomito incoercibile di natura encefalica, svenimenti e, nei casi più seri, si può giungere persino al coma.

Quando invece si arriva alla vera e propria emorragia con versamento all’interno del cranio il paziente riferisce un’emicrania con dolore insopportabile ed intensissimo, ancora una volta vomito encefalico ed in certi casi si può giungere al danno cerebrale vero e proprio a causa della compressione determinata dall’ematoma o per eventuali cause correlate.

La morte in questi casi è una delle conseguenze più frequenti nei casi più gravi, fatto che può avvenire nel giro di qualche ora e su dieci pazienti, almeno tre muoiono in breve tempo, tre durante il ricovero nei primi giorni di trattamento e tre invece vivono riportando danni permanenti di diverso grado a seconda del danno cerebrale che si è determinato a seguito dell’emorragia. Infine, tre pazienti su dieci, tuttavia, ha speranza di una guarigione completa.


Il trattamento

Il trattamento dell’aneurisma cerebrale può essere duplice, chirurgico, mediante tecniche diverse che consente allo specialista di raggiungere la sede della lesione una volta aperto il cranio ed evitando che l’aneurisma cerebrale riversi altro sangue oltre ad assorbire quello già presente. Esiste anche una tecnica meno invasiva che prevede l’uso di un catetere di dimensioni ridottissime inserito all’interno della circolazione venosa, in questo modo si riesce, dopo aver assorbito l’ematoma a ridurre l’aneurisma cerebrale.


(articolo tratto dalla rivista medica "tutta salute")

____________________________
moderatore dr.ssa Diana
(consulente medico psicologo/psicoterapeuta)

Vicepresidente Associazione no profit Help EpatiC
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http://www.helpepatic.org
 
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